Il poeta sdraiato

Il poeta sdraiato
Sapete che possiamo avere un momento di relax proprio come sa fare questo poeta chagalliano?

IL CORPO DELLE DONNE


sabato 27 giugno 2009

CARLO GIULIANI

In un clima da G8 con Trieste blindata come mi è stato riferito... ricordiamoci di Carlo assassinato il 20 luglio 2001:

CARLO NEL CUORE Autore: Francesco "Ciccio" Giuffrida

Ho fame di luci diverse
ho sete di splendide aurore
di giorni di pace di sere più terse
ho un mondo diverso nel cuore
Ho fame di prati puliti
ho sete di ogni colore
di fabbriche aperte di cieli infiniti
ho un mondo diverso nel cuore
Ho fame di immensa speranza
ho sete di onesto furore
di boschi sinceri di calma eguaglianza
ho un mondo diverso nel cuore
Ho fame di antichi futuri
ho sete d’un rosso chiarore
di erigere case di abbattere muri
ho un mondo diverso nel cuore
Ho fame di lotta e di stelle
ho sete di pane e d’amore
d’avere fratelli d’avere sorelle
ho Carlo ragazzo nel cuore.


Ed inoltre consiglio sempre il video e canzone di Alessio Lega per ricordare e capire in che tempi contemporanei siamo finiti:
http://www.youtube.com/watch?v=1c8gSJVXig4

giovedì 18 giugno 2009

VERO INNO ALLA VITA - scritto marziano

Sono stanca di sentire sempre le solite cose su Berlusconi, questo e l'altro... Basta, non ascolto più niente tanto SO quello che mi serve. E' come se la gente sentisse il bisogno di denunciare nel suo piccolo e quindi in realtà non fa niente per risolvere le cose. E' come se si fermasse all'opinione pubblica, a quello che si dice in giro e ci ci e co co, ribattesse quello che già dicono i media, i media vi rendete conto? Anche quelli dell'opposizione. Essi non hanno mai detto la verità in nessun contesto storico, perché ci sono dei tabù della società da rispettare e il potere che gestisce le notizie, qualsiasi potere lo fa perchè non può nuocersi da solo. Il problema principale di qualsiasi potere è mantenersi in vita quindi è ovvio che decida cosa far sapere e in che forma, di solito la più banale e popolare. Appunto, popolare e l'opinione pubblica è per i “popolani” altrimenti non venderebbe più nulla, è banale. Invece di impartire lezioni su discipline che possano servire per capire le cose, si fermano nel ridicolizzare o sottolineare le uscite di personaggi pubblici. E' un bene da preservare mandare in web certi filmati o certi scritti, ma le opinioni che nascono da queste cose devono ANDARE OLTRE, non si possono fermare a riproporre quello che è già proposto, quello che è già stato ridicolizzato, quello che si è già detto nella stessa forma in cui è stato concepito precedentemente. Guardate che così non si va a capo di nulla, non si estrapolano i problemi e le questioni alla radice, non si risolvono , è solo un vano, non inutile ma vano disquisire che porta a fare confusione a chi non va' oltre. Questi ultimi in genere non lo fanno perché non colgono la possibilità di farlo, ma se qualcuno gli facesse capire quanto importante sia rendersi conto di averne l'opportunità probabilmente non si tirerebbero indietro.
Sotto le cavolate che dicono su Berlusconi che effettivamente fa', c'è un motivo di fondo che non è mai stato detto perché c'è ancora questo grande tabù nella società che riguarda le patologie mentali. Tutte. Allora se la gente conoscesse di più queste cose, sarebbe più premunita contro questi personaggi, se la gente aprisse di più i propri orizzonti verso altre pietre preziose sarebbe premunita contro i dispiaceri dell'anima, le sue insicurezze, le sue manie, le sue cattiverie, le sue scelte, le sue vicissitudini. Ed i suoi pensieri si arricchirebbero. E non darebbero più ascolto alle banalità dei media i quali sarebbero costretti a cambiare.
Dobbiamo autoistruirci dopo aver capito come fare e a chi dar retta, non dobbiamo permettere a nessuno di dirci cosa ascoltare. Che se ne frega delle chiacchierette delle “comari”; dopo l'informazione non impegnata bisogna trarne giudizio fondato perché non ci si può accontentare di ribadire quello che dicono i giornali, altrimenti non si va oltre e si rimane dove e nel ruolo in cui il potere ci ha destinati. I quotidiani vanno letti per i seguenti motivi: 1) per conoscere il potere; 2) per sapere le decisioni prese da chi ci governa -sempre con la prerogativa di andare a scoprire l'oltre delle loro decisioni-; 3) per le informazioni di carattere pragmatico.
I quotidiani anche i più radicali, rispettano sempre i tabù, perché l'opinione pubblica si è inventata la scusa che è discriminante parlare di problemi psicologici anche se si tratta di una persona che ha in mano gran parte del destino di una nazione. E sarebbero costretti a chiudere subito.
Leggetevi un sacco di roba, anche quella che non vi piace o di cui avete paura basta che sia riconosciuta accademicamente (l'accademico ci ha offerto molte scelte) . Cambiate genere, leggete saggi leggete altri generi, cambiate, mescolate i saperi che sono a nostra disposizione. Leggete i più grandi filosofi, i più grandi storici, leggete di medicina, di psicanalisi, interessatevi di quello che non conoscete. La letteratura serve per aprire nuovi orizzonti ma non è sufficiente come non lo sono gli altri generi da soli. Leggete, leggete, leggete e comportatevi poi come delle persone che realmente leggono tutti questi libri, fate, applicate quello che c'è scritto; fate anche il giardino, fate l'orto, se non avete quel benessere che è la natura andate dal nonno a farlo, dal vecchietto che non riesce più a farlo, o fate i volontari in qualcosa, fate ricette culinarie, mettete apposto gli scaffali, insegnate ai vostri bambini a farlo, applicate la teoria alla pratica. Fate l'amore, ballate e cantate. Applicate la teoria alla pratica, collegatele, mettere le mani in pasta serve per capire le cose.
Questo dimostra che non è sufficiente solo la lettura. Ma vivere la vita. E il SAPERE ci dà il coraggio di fare tutte queste cose perché ci autodeterminiamo e saremo più forti dimostrando di esserlo. Sapere è potere. Il contro-potere.

domenica 14 giugno 2009

APOLIDE -Scritti marziani-

Io mi dichiaro apolide. Meglio che essere di cittadinanza italiana. Ideologicamente apolide. Banali, banali, banali. E' come se gli italiani ogni volta che vanno a votare votassero un referendum su Repubblica “parlamentare” di titolo ma non di fatto / dittatura , simile al primo che votarono i nostri nonni nel '46 Repubblica / Monarchia, e la maggior parte votasse “dittatura”. Il fatto è che c'è una larga fetta che non ha nulla in contrario in una restaurazione dittatoriale e a volte sento ancora qualcuno dirlo più giovane dei nostri nonni.
Banali, banali, banali, testine banali, proprio come quelle che descrisse Hannah Arendt durante il processo di Norimberga. E gli xenofobi? Loro sì fanno discorsi da gendarme nazista, gran zoticoni rapaci (che immagino potrebbe essere un gran complimento per loro perchè lo concepirebbero come prova di forza “RAPAAACE”).
Basta, abbiamo già portato il fascismo in Europa, che marciume vogliamo portare ancora? E non si vuole la Turchia? Beh, sappiate che fece dei grandi passi per entrare in Europa già dal '23, cose che neanche in Italia sono mai avvenute. I provvedimenti presi da Mustafa Kemal Ataturk per porre le basi di una nuova struttura europea in Turchia furono: l'abolizione del Sultanato e del Califfato, introduzione in politica di un laicismo integrale considerando reato qualsiasi introduzione religiosa nelle decisioni dello stato, nella giustizia, nell'educazione!!! Emancipazione delle donne, abolizione del fez rosso (che è il simbolo del turco musulmano), sostituzione dei caratteri arabi con i latini, adozione del codice civile svizzero (vedere Max Beloff “l'Europa e gli Europei” mi pare sia un libro edito addirittura nel '57). Per non parlare che la sua entrata nell'orbita europea era prevista già dal Trattato di Parigi del 1856. Quello che è successo dopo dovrebbe fungere invece da insegnamento. Non potete arrogarvi il diritto di dichiarare quando non sapete e non sapere cosa può portare chi non volete.
Gli anni in cui è stato pubblicato quel libro, dato da tener presente dato che ha dei punti di vista molto occidentalizzati in un clima di guerra fredda, era il periodo in cui bisognava ricomporre gli equilibri pacifici e le collaborazioni del dopoguerra (e devo dire che è stata una delle questioni dibattute nel dopoguerra di entrambe le guerre mondiali, guarda caso) in cui venivano svolti i discorsi su che cos'è Europa con l'obiettivo di costituire l'Unione europea, svoltasi poi nel 2001. Venivano svolti convegni internazionali, per decidere e definire i contorni del futuro. Ora quello spirito di ricostruzione si è affievolito e non si parla più bene di identità europea, cosa significa essere europeo, chi è europeo, i principi di questa porzione d'Impero. Il risultato è che questa unione i cittadini non la sentono e la sentono come un'imposizione dall'alto e quindi probabilmente si tratterà di obiettivi specifici tra i grandi o un unione solo formale.
Sarà il caso di definirne i contorni non ben definiti (oggi è un po' tutto non ben definito), di rifare discorsi su che cosa siamo e dove vogliamo andare proprio per il fatto che siamo mille entità differenti che devono essere rappresentate. Mancano invece questi principi costitutivi da promuovere, anche mitizzandoli, i quali dovrebbero costituirsi anche come freno a certe disgressioni razziali e autoritarie.
Temo che sarà il caso di aspettare una terza Guerra Mondiale per riparlare di queste cose (per quello che rimarrà dalle atomiche?!!! mi chiedo) ora che degli stati si stanno preparando per andare contro gli U.S.A.
E' indice di quanto l'uomo sia in realtà limitato, quanto e cosa di bambino in lui rimanga, questa è la miseria umana.
Se i convegni non vengono fatti, promossi e pubblicizzati vuol dire che in realtà lo spirito intercomunitario non c'è.
Ma noi sappiamo che le menti umane sono plasmabli e plasmate con qualunque cosa gli si proponga, quindi il motivo per cui i termini di Europa non vengono pubblicizzati è che non c'è l'interesse per farlo. I cittadini devono rimanere distaccati sia dagli interessi europei reali che tra di loro, non ci deve essere integrazione e rappresentanza vera dei cittadini quindi è più comodo dividerli, parcellizzarli... Tenerli al guinzaglio!
Perciò anche l'Italia è da inserire in questo contesto, c'è un problema però che starebbe proprio nel piano eversivo verso il quale i cittadini italiani si stanno spingendo da soli; Berlusconi l'ho sempre visto come un poverino usato come strumento per avvicinare il popolo a coloro che stanno sopra di lui, agli eversivi nascosti, e ciò confermo; anche se Berlusconi fatalmente non ce la facesse sarebbe sostituito con qualcun altro per perseguire quel programma, il quale è sempre un modo per tenere tutti divisi; le capacità d'intervento secondo me l' Eu ce le avrebbe ma non è interessata ad usarle.
Un'altra cosa: le informazioni degli intrugli di governi anche i più segreti ci sono, non è vero che manca l'informazione come sento dire spesso in giro, le notizie nascoste o ritoccate ci sono sempre state fin dai tempi dell'antica Grecia almeno -gli storici non sanno una data precisa della nascita dell'opinione pubblica- le informazioni sono gestite da chi detiene potere, è chiaro, ma le possibilità di sapere le cose ci sono, piuttosto non c'è la capacità e la voglia della gente di cercarle. Nessun potere ha mai divulgato notizie che avrebbero potuto nuocerlo, quindi basta con il dire che non c' è informazione perché non c'è mai stata in prima pagina.
Le notizie ci sono, facciamole circolare e preserviamo la possibilità di averle.

MITO - Scritto marziano-

MITO

Mi sono smarrito negli angoli che ho calpestato, amato
snobbato per orgoglio non provato
Mito o mio dolce mito agognato dove sei?
Leggendaria identità astratta
in eterno cantiere di prova e rifugio
addentrami nella tua dimora possente
per raggiungere la festa dei violini apolidi
e calpestare altri angoli non ancora trovati.
Attraversare la tua fortezza barriera d'ingannevole confine,

sconfinata invece,
anche al di là delle sonate incantevoli barlumi
lungo la via, verso il mito. Verso la casa.


12/06/2009

lunedì 8 giugno 2009

TANTO PER CAMBIARE

Che avevo detto? "Sarà il caso di intitolare quello che stanno facendo 'programma reazionario dei partiti politici italiani' "!!
Ma guardate qui l'articolo di Micromega sul libro "il fantasma del leader" di Alessandra Saldoni:


Piano di Rinascita Democratica da “Drive In”

Ecco una mini soddisfazione di prognostici giusti...

(in questi giorni nn ho tempo per scrivere cose belle, e voglio far vedere che nn mi sbaglio ad essere così radicale. Noi "critici delle cose" siamo spesso giudicati dei deficienti esagerati pirla)!!!!!!!! ma i deficienti pirla chi sono, Loro che non si accorgono o, nel caso in cui fossero gli esecutori delle angherie, che credono che non ci accorgiamo (appunto pirla), o Noi che ci accorgiamo?

Consiglierei una musica che non riesco a trovare in web, più che altro non ho voglia , è di Dario Fò su Napoleone, è davvero simpatica. Si trova nei cd rom dei suoi spettacoli.

martedì 26 maggio 2009

INTELLETTUALITA' DEI SAPERI


Nel corso dell' 800 abbiamo assistito alla crescita di un'età degli storicismi sotto l'impulso del movimento romantico ed i miglioramenti dei metodi di ricerca del marxismo e del positivismo, crescita dei fenomeni dello spirito e dei fenomeni della produzione. Alcuni storici tedeschi poi, tra i processi di unificazione della Germania, della Grecia e quello piemontese dell'unificazione italiana, vedevano nel compimento degli stati nazionali il fine stesso della storia affinando la qualità della ricerca storica che diventò scienza. La scientificità della storia in Von Ranke doveva rappresentare i fatti del passato come sono avvenuti “wie es eigentlich gewesen” e lo studioso doveva eclissarsi di fronte ad essi.
Così, alla storia nell' 800 fu coniato il titolo di scienze. Ma la storia non è scienza, così come non lo è l'economia definita nel secolo scorso, perché sono create ed amministrate direttamente dall'uomo e dipendono da dinamiche imprevedibili all' interno della stessa società umana e dal comportamento dei singoli, quindi sono molto malleabili ed instabili, ossia non c'è un risultato certo ed inequivocabile come 2+2=4 o C+ O2= CO2. Lo stesso vale per le scienze politiche e per le scienze filosofiche le quali, queste ultime, sono illimitate. Ciò è dimostrato dal fatto che queste discipline hanno in comune un limite che è l'impossibilità della replicabilità dell'esperimento. Nulla si ripete esattamente come è avvenuto perciò non è possibile stabilire regole ferree e prestabilite, ma si può stabilire una metodologia di ricerca per tutte.
E' come se avessero voluto coniare il termine “scienza” per dare un titolo importante determinando loro una rilevanza. Sarebbe forse da cambiare il significato di “scienza” quando è accompagnato da queste discipline umane perché sono intellettuali e l'intelletto è plasmabile, illimitato e suggestionato da varie fonti. In seguito l'insieme dei vari intelletti si relazionano, basti pensare l'uso che fa l'economia della matematica, la storia della politica, dei vari saperi e viceversa, così come la filosofia , dando vita ad un output di materiali disponibili.
Detto ciò si può parlare di scienze come risultato dei rapporti tra gli intelletti in quanto inesistenti singolarmente dato che necessitano di influssi da altre discipline. Sarà il caso quindi di cambiare il concetto di scienza intellettuale con “intellettualità scientifica” in nome di questa universalità dei saperi necessaria per la ragione che le scienze “classiche”, matematica, fisica, chimica, medicina ecc... ci spiegano COME funzionano le cose e il mondo, ma non il PERCHE', che cosa sta oltre il funzionamento, non ci danno cioè la vivendi causas, il motivo per cui vivere. Il filosofo Jan Patočka e la sua infinitudine insegnano che è necessario un percorso di introspezione personale per scoprire il proprio sé, ciò che la ragione non riesce a rendere come lo vive l'anima, è la potenza di ciò che realmente siamo. Solo così si può scoprire l'Oltre.
L'uomo parte dalla domanda “perché succede questo?” “come fa...?”, così la scienza gli spiega come tecnicamente succede (es: concepimento, malattia, morte, gioia, euforia, sonno, infortunio, nascita di un fiore, fenomeni atmosferici, spaziali ecc...), ma perché succede ciò che spiegano gli scienziati? Sarà il caso di parlare del limite della scienza tradizionale che è proprio l'esaudire, anche se con la possibilità della replicabilità dell'esperimento, lo studio della dinamica di un organismo o di un fenomeno materiale senza trascendere dalla materialità; infatti oltre le sue stesse risposte la scienza ha sempre alzato le mani.
Qualcuno (come Patočka) spiega il perché con l'esistenza di Dio. Io trovo che ognuno abbia la propria spiritualità e possa credere in ciò che sente dopo l'ascolto del sé.
Ci si spiega così l'importanza delle altre attività umane che nascono da queste introspezioni, l'importanza delle arti e delle espressività che anche esse non sono a se stanti in quanto l'uomo è ricettivo trasmettitore degli influssi esterni e di ciò di cui si interessa. Questo quindi è un altro campo del sapere delle intellettualità delle scienze. Ma se proprio non si trova adatta la parola “scienze” si potrebbe definire tutto questo universo”intellettualità dei saperi”.
Queste considerazioni mi fanno collegare a Michel Foucault che sosteneva che in ogni epoca c'è stato un “discorso dominante” nelle scienze -infatti guardiamo anche l'acquisto del termine nelle discipline accennato più sopra- che inquadrava e delimitava la possibilità di pensiero e di espressione in modo da farli diventare “prodotti ideologici” del discorso dominante: la storia come surrogato e strumento per l'esercizio del potere. Da queste posizioni radicali (gli estremi sono talvolta necessari per capire ciò a cui si va incontro) si ricava la ragione per cui i campi del sapere dovrebbero collaborare e rinnovarsi perché “gli intellettuali devono pretendere di dire qualcosa di radicalmente nuovo”, per dirla con lo storico Richard J. Evans; inoltre lo spazio alle conoscenze darebbe la possibilità di analizzare e considerare una ricerca se valida o pericolosa riconoscendone i suoi limiti, cioè funzionerebbe come antidoto ad esperienze nuove se esse si potessero sviluppare negativamente. Cito come esempio la miopia dell'illuminismo che è stata appunto la sua assenza del limite sviluppatosi in un postilluminismo caratterizzato dall' uso strumentale della razionalità e del prevalere della tecnica che poi abbiamo visto sui campi di battaglia e nell'organizzazione dello sterminio.
Un utilizzo più attento e aperto dei campi del sapere avrebbe recato ascolto alla responsabilità etica e morale? Probabilmente la vita dei cittadini sarebbe rimasta più estranea alle implicazioni del potere, ma ciò non era possibile in quanto mancava il diritto di tutti alla conoscenza e perciò erano in balìa delle decisioni del potere stesso. Questa è una situazione che tende a ripetersi attualmente nell'illusione individuale di essere soddisfatti nel fermarsi sui propri campi (o campo) quotidiani, ma nel corso del secolo le possibilità del sapere sono aumentate per tutti, dunque mi sorprende che ci sia ancora dell'assenteismo.
Itinerari di conoscenze e scambi e l'interessamento in varie discipline per aprire improvvisamente nuove prospettive può solo ampliare il panorama di visioni ed avvicinare alla verità, così come capire il punto di vista altrui e combattere le barriere che ci separano nel presente. E questo è un compito davvero nobile!!

Musica consigliata per mio giubilo: Heinrich Ignaz Franz Biber

mercoledì 6 maggio 2009

NON RAGGIUNGIAMO IL QUORUM altrimenti 'taliani siete delle merde

Vi ricordate il Programma di Rinascita democratica Propaganda due del 1974 (che anno discutibile internazionalmente ma chissà perché poco discusso)? Ne avevo parlato l'anno scorso, andate a vedere nell'archivio post di giugno che spiega le origini della massoneria e quello che ora è diventata con il suo programma reazionario che agisce da 20 anni sotterraneamente ed indisturbato, sono delle forze silenti alla conquista del potere.
Raggiungendo il quorum del Referendum Guzzetta non è vero che la legge elettorale servirà a rimediare gli effetti negativi della legge Calderoli come ci hanno spiegato quei bastardi, perché il partito che avrà più voti otterrà la maggioranza assoluta dei seggi. E quindi neanche la Lega potrà più influenzare il pdl il quale potrà fare quello che vuole.
Questo è un modo per completare gli ultimi punti della P2 che sono questi e li potete trovare qui http://www.intermarx.com/ossto/P2.html
e altro: www.intermarx.com/


Sub-directory ISTITUZIONI ...Revisione seconda parte Costituzione ...Progetto macroregioni ...Gaullismo o militaricrazia ...
Sub-directory MAGISTRATURA ...Separazione carriere giudici e magistrati ...Riforma Consiglio superiore magistratura ...Censura stampa giudiziaria ...
Sub-directory LAVORO ...Creazione sindacato unico neocorporativo ...
Sub-directory CAPITALE ...Abolizione nominatività azioni ...Leggi antitrust (difesa monopoli nazionali) ...
Sub-directory CONSENSO ...Numero chiuso università ...
Terminale "Italia" sta completando la procedura di autoapprendimento ... fatto
Error ... Error ... Error ...
Terminale "Italia" non ha potuto caricare 2 files in sub-directory ISTITUZIONI
* Elezione diretta Presidente
* Federalismo debole
per una delle seguenti possibili cause:- uno o più files sono mancanti o difettosi e non riparabili- uno o più files sono tra loro incompatibili- non può leggere il file nascosto o compresso PRESIDENZIALISMO
Provare a copiare il file nascosto o compresso, per caricare files difettosi,da programma originale Usa o da una versione ridotta, francese o tedesca
Installazione parziale P.2 completataTerminale "Italia" può comunque avviareil programma II REPUBBLICA
Grazie per la scelta.
Alberi o Poli, chiunque voi siate, buon lavoro.
Possa essere il vostro ultimo lavoro!


(...c'erano ancora gli Alberi e i Poli quando è stato pubblicato!!! nel '96)

SARA' IL CASO DI INTITOLARE QUELLO CHE STANNO FACENDO "PROGRAMMA REAZIONARIO DEI PARTITI POLITICI ITALIANI"?